L’importanza dei link interni di un sito web

Chi sviluppa e progetta siti web sa benissimo cosa sono gli hyperlinks. Sono dei collegamenti ipertestuali che ci consentono di collegare documenti tra di loro permettendoci di navigare in modo più semplice all’interno di un sito.

I links che riceve in ingresso un sito sono detti anche links esterni e per anni hanno rappresentato il fulcro centrale dell’algoritmo di Google, un meccanismo che consente di correlare e citare risorse tra di loro. Essi sono tutt’ora parte dell’algoritmo di ranking di Google che valuta la rilevanza di un sito in base a quante citazioni riceve. Con il passare del tempo tutti i motori di ricerca si sono evoluti tanto da introdurre centinaia di parametri per la valutazione di un documento, i backlinks non sono dunque l’unico parametro anzi sembra che Google stia svalutando sempre di più la loro importanza.

Per me che ho lavorato in ambito accademico su tematiche legate al machine learning risulta più facile parlare di documenti, sto facendo riferimento comunque alle pagine di un sito. Con link interno facciamo riferimento dunque ad un hyperlink che collega un documento presente sullo stesso dominio.

Esempio
<a href="http://www.nomedominio.it/" title="Keyword">Keyword </a>

Ovvero un link interno collega una pagina di un sito web ad un’altra pagina dello stesso sito web. In questi giorni ho letto molte discussioni legate al web semantico una questione che si dibatte da anni e in cui si è detto tutto e il contrario di tutto. Dal mio punto di vista siamo ancora lontani da uno spider veramente “intelligente” serio che riduca al minimo l’importanza dei link.

E la dimostrazione è in due cose : le penalizzazioni manuali e il disavow tool per ignorare i collegamenti in entrata. Se poi consideriamo il fatto che la rete cresce in maniera vertiginosa capiamo anche perchè gli spider di Google diventano sempre più veloci e più leggeri, mirano a ridurre i tempi di crawling per estrarre più informazioni possibile. L’unica cosa che si può fare con certezza oggi è una classificazione da esempi, e di documenti Google ne avrebbe tantissimi da scansionare

classificazione-documenti

ma l’apprendimento dovrebbe essere comunque “supervisionato” cioè fatto con l’aiuto di un omino che “aggiusta” i risultati finali. Gli algoritmi di classificazione moderni soffrono anche di ulteriori problemi, ovvero sono in grado di dare dei segnali del perchè una pagina è classificata in un certo modo ma non sono in grado di dire il perchè.

Anche se un uomo fosse in grado di spiegare perchè un documento web è migliore di un altro per una data query sarebbe comunque difficile oggi incorporare questa “intuizione” in un sistema automatico. E’ per questo motivo che i motori di ricerca hanno ancora bisogno dei link interni.

Massima attenzione alla struttura

Massima attenzione alla struttura

Ovviamente un giorno arriveremo a simulare questi ragionamenti ma per ora credo siamo abbastanza lontani.

Quello che si può fare è risolvere specifici problemi :

  • classificare gli annunci di AdWords
  • classificare le mail come spam o non spam
  • analizzare i commenti su un prodotto per capire se si tratta di recensioni positive o negative

Queste cose Google le sa fare benissimo, tanto da avere anche una API dedicata agli sviluppatori (https://developers.google.com/prediction/).

Ovviamente la classificazione è migliorata sensibilmente anche grazie all’uso di correlazioni fra termini e sinonimi ma c’è ancora strada da fare.
Perchè è importante dunque il linking interno ?

I link interni vengono spesso trascurati ma sono parte della strategia di ottimizzazione del proprio sito. Aiutano sia gli spider ad andare in profondità ma anche a far capire di cosa stiamo parlando, di quale argomento tratta quello specifico documento.

Abbiamo un grande controllo in quanto possiamo decidere le keywords con cui collegare le pagine interne, come collegarle ed in quali pagine.

I tipi più comuni di links interni

Chi si occupa di SEO sa bene quanto siano importanti sia per la link juice (distribuendo PageRank) che per l’architettura di navigazione del sito.

Le sitemap sono un esempio classifoc che aiuta il motore di ricerca a districarsi nella ragnatela di collegamenti presenti su un portale. Vediamone alcuni tipi.

Links nel footer

Spesso nei siti è utile trovare a fondo pagine degli elenchi di links che ci rimandano alle sezioni correlate a quella pagina, una specie di menu contestuale. Aiuta gli spider a scansionare meglio la struttura e l’utente a trovare prima quello che cerca.

Links di navigazione

Rappresentano i menu di navigazione e sono di solito posti nella parte alta del sito o a sinistra.

Links interni alle pagine

Molto spesso è utile rimandare l’utente ad una definizione o ad una pagina in cui parliamo di un argomento citandolo. E’ conveniente inserirli con keywords adeguate senza abusarne.

Sitemaps

Un modo per facilitare la vita ai motori è quello di fornire una mappa con tutta la lista delle pagine presenti sul sito. E’ molto utile se si hanno siti di grosse dimensioni ma anche per i piccoli in quanto aiutano gli spider ad andare in profondità.

Abbiamo visto come la struttura di un sito sia fondamentale. Nelle ultime settimane ho notato su alcune siti di piccole dimensioni dei movimenti significativi, ho così messo a confronto 20 siti di cui 15 di piccole dimensioni e 5 di grosse per valutare l’impatto sul posizionamento della struttura ottimizzata o meno. Cercherò di presentare nei prossimi articoli i risultati e le mie considerazioni su questo in modo da poterne discutere insieme.

Riferimenti:
Internal link – Best practice for SEOhttp://www.seomoz.org/learn-seo/internal-link
How to Use Internal Linking to Improve Your Website’s SEOhttp://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/31388/How-to-Use-Internal-Linking-to-Improve-Your-Website-s-SEO.aspx

Scritto da:

Consulente web freelance, ha lavorato per diverse banche italiane e collaborato a vari progetti web. Consulente SEO e di Web marketing.

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