Strategie SEO, dalla link building alla valorizzazione del Brand

Il dibattito è sempre acceso nella comunità SEO che si divide tra chi sostiene che la link building così come l’abbiamo conosciuta negli anni passata è finita e chi non si preoccupa più di tanto.

Quello che è finito secondo me è il modo di pensare al SEO come una figura che spinge in alto i siti per conquistare delle posizioni. Il filone dello studio dei motori di ricerca e dell’ottimizzazione dei siti web per i search engines non morirà mai anzi diventerà più importante ancora di più negli anni a venire.

Il modo di pensare la SEO come una mera attività di acquisizione di link è finito da un pezzo. Attenzione con questo non voglio dire che i links non siano importanti, sono ancora il fulcro del cuore dell’algoritmo di Mountain View.

Le strategie per il 2013

digital-marketing-strategy

Ad ogni arrivo degli animaletti di Google come Penguin e Panda (un nuovo aggiornamento è atteso in questi giorni) assistiamo alle solite scenate sui vari portali di settore con conseguente diffusione di informazioni che vengono prese da alcuni come oro colato.

Quale strategia allora aiuterà a proteggersi dagli aggiornamenti ? Le penalizzazioni ahimè ci sono, tutti ci possiamo incappare ma probabilmente il fatto di porsi sulla difensiva per un professionista non è un buon segno. Di cosa avete paura?

E così leggo si strategie strampalate su vari siti. Basta piazzare qualche backlink in qualche directory o fare article marketing per potersi definire dei professionisti ?

Ma sopratutto perchè molti di quelli che sostengono che alcune pratiche non funzionano continuano ad utilizzarle ? Forse perchè funzionano ancora ma quanto dureranno ? Forse conviene trovare un equilibrio nel modo di lavorare, un approccio che renda il tutto più sostenibile. Nessuno può garantire le prime posizioni e non è detto neanche che queste siano davvero convenienti.

I motori cambiano radicalmente ed anche la figura del SEO si evolve drasticamente, non si può più pensare di non sperimentare sulla propria pelle i cambi di algoritmo. Un professionista dovrebbe cercare di “capire” come i motori evolvono per fare in modo che i clienti per cui lavora abbiano dei siti che siano ottimizzati senza trascurare altri aspetti come i contenuti e la diffusione che questi possono avere sui social media.

In buona sostanza la search engine optimization non può più prescindere da attività di content marketing che sono più vicine ai canali di marketing tradizionali di quanto non lo fossero in passato.

A Google piacciono i “brand”

Google ed in generale le persone amano i marchi. Se ci pensiamo anche noi siamo affezionati a questo o a quel marchio e compriamo regolarmente i prodotti che questi ci propongono se li riteniamo affidabili.

Una buona strategia per ricevere links è quella di inquadrare la nicchia in cui ci rivolgiamo per cercare di “diventare qualcuno”, essere riconoscibili e considerati autorevoli. Per diffondere i nostri contenuti dovremo andare a cercare i canali che i nostri fan usano per diffondere i nostri contenuti e la nostra immagine.

Comunicati stampa e Article marketing ?

Si se fatti nell’ottica di comunicare il proprio valore con le novità riguardanti i propri prodotti e servizi. Saranno anche obsoleti ma possono essere usati in modo corretto, ci sono ancora dei siti autorevoli in cui diffonderli. Con questo non mi riferisco a siti di bassa qualità i cui link contano ancora qualcosa ma potrebbero perdere peso con i prossimi aggiornamenti.

Vale la pena investire in contenuti su questi siti per avere un beneficio temporaneo ? Se lavorate con una strategia a lungo termine avete già la risposta.

I commenti in siti a tema

Commentare in comunità e blog di settore può aiutare a rendervi riconoscibili ovviamente se contribuirete con informazioni utili. Inserire un proprio approfondimento e partecipare alle discussioni può essere molto utile a patto di non essere auto promozionali e di rendervi interessanti.

Guest Blogging

E’ uno dei modi migliori per ottenere traffico e visibilità. Ovviamente dalle parti di Google Cutts e soci si sono accorti che questa pratica viene abusata da molti che esagerano. Meglio puntare su quei blog veramente rilevanti per il vostro settore cercando di coltivare anche una relazione professionale con i proprietari. Il guest blogging è ancora una pratica che può portare ad un incremento della popolarità di un brand.

Content marketing : il brand al centro

Il content marketing ci porta a parlare di un’altra questione spinosa : la qualità. Chi la misura ? E come si definisce un contenuto di qualità ?

Scrivere contenuti unici non è sinonimo di qualità. Potremmo anche scrivere contenuti originali ma che non servono a nessuno o che sono ridondanti.

Spesso è più utile un tweet di 160 caratteri di un articolo di 3000 parole.

Lo so che è una strada difficile e probabilmente starete pensando : “cavoli quanta fatica !”. Il content marketing rimane però una delle strade percorribili per chi vuole fare SEO a livello professionale ed è estremamente faticoso. Questa dovrebbe portare a colmare delle esigenze che nessun altro post in rete è riuscito a soddisfare. Il problema per Google è al limite capire se quei contenuti sono davvero rilevanti.

Secondo me un contenuto che aspiri a diventare di valore dovrebbe :

  • rispecchiare un punto di vista anche non condivisibile ma che sia personale e dell’autore
  • essere utile ed offrire degli spunti di riflessione
  • essere affascinante e divertente
  • puntare anche su aspetti emozionali

Un contenuto può essere anche una immagine o un media, oltre che testo. Per crearne uno coinvolgente avete sicuramente tante frecce al vostro arco, usatele.

In un mondo ideale che molti prospettano, vicino al web semantico, gli spider dovrebbero capire quale contenuto è più rilevante e mostrarlo per prima. Siamo ancora molto lontani da queste “visioni”. I motori hanno fatto molta strada aumentando il loro bacino di comprensione dei termini attraverso correlazioni e similitudini, per arrivare alle “deduzioni” passeranno decenni. Tuttavia gli sforzi fatti vanno nella direzione giusta.

Non c’è dubbio che Google è una società che risponde anche a degli azionisti e che fattura miliardi di dollari, ma comunque ha una grande considerazione per i marchi.

Riuscire a convincere le persone a “parlare” del proprio brand è molto importante. E’ l’obiettivo che ognuno di noi dovrebbe porsi per una strategia di lungo periodo. La SEO non è il male assoluto e deve esistere, semplicemente per poter avere siti ottimizzati con strategie che ci aiuteranno a mettere in evidenza dei contenuti che altrimenti sarebbero invisibili. E se un contenuto “vale” ma non è visibile nessuno lo apprezzerà e condividerà.

Scritto da:

Consulente web freelance, ha lavorato per diverse banche italiane e collaborato a vari progetti web. Consulente SEO e di Web marketing.

Comments

  • Alessandro | 22 Novembre 2013 | Rispondi

    Ciao Domenico, hai ragione molte agenzie con cui ho lavorato acquistano ancora i link. Per non parlare delle richieste che mi arrivano da teliad o circuiti simili. In pratica ti ritrovi a leggere gli articoli su come fare seo correttamente da una agenzia che il giorno dopo ti chiede di comprare un link. Assurdo.

  • Domenico Sacchi | 22 Novembre 2013 | Rispondi

    Ciao Alessandro e benvenuto, le modalità per raggiungere gli obiettivi sono molte. Il bello di questo lavoro è proprio il fatto che puoi raggiungere risultati in vari modi. Ovviamente ci sono ancora agenzie che acquistano link, ma non farei un discorso generalizzato. Ci sono professionisti che lavorano onestamente, altri che comprano i link o pubblicità su portali. Vedo però rispetto al passato dei siti che salgono anche con pochissimi link quindi non considerarlo come unico fattore di ranking perchè oggi sono davvero tanti. Punta a diventare un esperto del tuo settore e ad ottenere una buona "reputazione", credo sia oggi la strada migliore per farti conoscere. Lavora sui contenuti e sulla struttura ma sopratutto lavora con passione.

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